Welcome to the Melisi Lab website in the Section of Medical Oncology of the Department of Medicine at the University of Verona.

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I tumori dell’apparato digerente tra cui quelli dello stomaco, del pancreas, delle vie biliari e dell’intestino – rappresentano, considerati complessivamente, la classe di neoplasie a maggiore incidenza e tasso di mortalità. L’identificazione delle alterazioni biologiche alla base dello sviluppo di queste malattie ed il loro utilizzo come bersagli terapeutici continuano ad essere tra i maggiori problemi della ricerca oncologica. In particolare, solo una profonda e dettagliata conoscenza dei meccanismi molecolari responsabili per la straordinaria resistenza ai diversi farmaci chemioterapici può permettere lo sviluppo di nuove terapie capaci di trattare efficacemente queste malattie. Una delle maggiori sfide della ricerca oncologica moderna e’ quella dello sviluppo di nuovi farmaci che possano ridurre la resistenza dei tumori ai comuni trattamenti, e di integrare questi in strategie terapeutiche di combinazione con il fine di aumentarne l’efficacia e, quindi, la sopravvivenza dei pazienti. L’Unita’ di ricerca di Oncologia Clinica Molecolare dell’apparato digerente ha raccolto tale sfida.

La nascita della nostra Unita’ guidata dal Dott. Davide Melisi e’ stata resa possibile grazie ad un prestigioso finanziamento Start-Up dall’ Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).

 

 

La nostra Cartolina per il Programma “In Viaggio con la Ricerca” AIRC

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“In Viaggio con la Ricerca” è il programma di donazione continuativa di AIRC che dà la possibilità a tanti giovani ricercatori di compiere un percorso professionale di 2 anni all’estero e 3 in Italia: un viaggio di andata e ritorno che è essenziale per garantire lo sviluppo e la disponibilità delle cure più innovative ed efficaci contro il cancro nel nostro paese.

 

Le ricerche del Dott. Carbone e della Dott.ssa Piro alla SIC 2014

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La ricerca del Dott. Carmine Carbone dal titolo “An Angiopoietin-like Protein 2 autocrine signaling promotes EMT during pancreatic ductal carcinogenesis” e  della Dott.ssa Geni Piro “TAK1-regulated expression of BIRC3 is responsible for chemoradiotherapy (CRT) resistance in esophagogastric junction (EGJ) adenocarcinoma” sono state selezionate come presentazioni orali al Congresso Annuale della Societa’ Italiana di Cancerologia 2014.

Congratulazioni a Carmine e Geni e a tutto il team per il successo!

I soliti pavoni!

Il periodico “Fondamentale” dedica la copertina al Dott. Melisi ed alle ricerche della DMCO unit

 

Il medico-ricercatore con il pancreas nel mirino

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Conciliare laboratorio e assistenza ai malati non è affatto semplice, ma il giovane medico partenopeo, dopo una parentesi texana, ha imparato a mettere insieme il meglio di ogni disciplina al servizio del malato

«La mia esperienza più importante dal punto di vista della formazione professionale è avvenuta a Houston: lì ho trascorso quattro anni presso il famosissimo MD Anderson Cancer Center, dopo essermi specializzato in oncologia all’Università Federico II di Napoli, dove mi ero anche laureato a pieni voti in medicina. Un bell’exploit per chi – orgoglio di mamma e papà – è stato il primo laureato della sua famiglia».

«Mia moglie Alessandra, anche lei napoletana, a Houston voleva mettere radici e non desiderava tornare. Ora però a Verona stiamo molto bene. È una città a misura di bambino, perfetta per i piccoli Lorenzo e Miriam, e io qui, grazie al sostegno di AIRC, ho ricreato il mio piccolo MD Anderson, continuando ad occuparmi al terzo piano dei pazienti del reparto di oncologia diretto dal Prof. Giampaolo Tortora, un attivita’ clinica che da il vero senso di quel che si fa al piano terra, tra microscopi e vetrini nel nostro attrezzatissimo laboratorio».

«Per me la ricerca ha un valore soprattutto quando si sviluppa nel tempo, raccontando con sempre maggiore dettaglio una storia che ha un inizio nelle osservazioni in laboratorio e che procede fino allo sviluppo di nuove terapie per i pazienti. Il mio obiettivo è capire i meccanismi che permettono al carcinoma pancreatico di resistere all’effetto dei farmaci chemioterapici e antiangiogenetici».